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Debito dei mercati emergentiEcuador e Argentina: cambiamenti politici e opportunità nel mercato obbligazionario
Author
Anthony Simond
Investment Director, Emerging Market Debt

Duration: 4 Mins
Date: 23 gen 2026
Scopri come i cambiamenti politici e lo slancio delle riforme stanno influenzando opportunità e rischi nei mercati obbligazionari di frontiera.
Uno dei pilastri – e dei punti di forza – del nostro processo di investimento nel debito dei mercati di frontiera è la visita diretta ai Paesi e l’incontro con i principali attori e decisori. Questo mese abbiamo visitato Ecuador e Argentina. Ecco cosa abbiamo appreso – e cosa significa per gli investitori.
ECUADOR: reset politico e solida pipeline di finanziamento
Il recente referendum in Ecuador ha visto gli elettori respingere tutte e quattro le proposte avanzate dal presidente Noboa, che spaziavano dall’autorizzazione di basi militari straniere sul territorio ecuadoregno a modifiche al finanziamento dei partiti politici. Sebbene rappresenti un passo indietro per l’amministrazione, l’esito riduce la volatilità politica fino alle prossime elezioni locali e presidenziali del 2027 e 2029. Per gli investitori, il risultato è considerato positivo: elimina il rischio di scosse costituzionali e mantiene l’attenzione sulle riforme economiche e in materia di sicurezza.
Scenario politico: giovane nello spirito, vecchie sfide
Il governo Noboa è giovane e piuttosto chiuso, con ministri impegnati su più portafogli e un gabinetto composto in gran parte da membri della sua cerchia ristretta. Sebbene la sua popolarità resti elevata, i critici sottolineano l’assenza di una chiara ideologia di lungo periodo. La comunità imprenditoriale, in particolare nel settore minerario, è frustrata da politiche incoerenti e da un accesso limitato ai decisori. Ciononostante, la maggior parte degli osservatori si aspetta che Noboa completi il suo mandato, con la speranza che nel tempo ampli il gabinetto e avvii un dialogo più costruttivo con il mondo imprenditoriale.
Finanziamenti esterni e disciplina fiscale: pipeline solida
Il Ministero delle Finanze dell’Ecuador dispone di una robusta pipeline di finanziamenti esterni, comprese garanzie sostenute dalla Banca Interamericana di Sviluppo e dalla Banca Mondiale, oltre a piani per l’emissione di Eurobond nel 2026. Il Paese prevede inoltre di rafforzare le proprie credenziali ambientali, sociali e di governance (ESG), con futuri finanziamenti legati a progetti sociali.
Le autorità restano impegnate nel rispetto degli obiettivi del programma del Fondo Monetario Internazionale (FMI), con recenti aggiustamenti fiscali – come l’aumento dell’IVA e la rimozione dei sussidi al diesel – destinati a generare risparmi permanenti. Nonostante alcune misure di contabilità creativa per soddisfare i requisiti costituzionali, sia il governo sia il FMI rimangono fiduciosi circa il raggiungimento degli obiettivi fiscali.
Messaggio chiave per gli investitori: l’opportunità c’è, ma serve cautela
La bocciatura del referendum riduce il rischio politico nel breve termine e favorisce un contesto di politica economica più stabile. Con solidi finanziamenti esterni e riforme fiscali in corso, intravediamo spazio per una compressione degli spread nel 2025. Tuttavia, i rischi legati all’esecuzione e alla governance rendono fondamentale un approccio selettivo.
ARGENTINA: slancio riformatore, ma persistono rischi di policy
La netta vittoria di metà mandato del presidente Milei ha spianato la strada a riforme di bilancio, fiscali e del mercato del lavoro nel 2026. Con un’opposizione frammentata, il clima politico dovrebbe essere più tranquillo nel breve termine, sostenendo l’avanzamento delle riforme.
Mercato e politiche: leggere i segnali da Buenos Aires
Nel breve periodo, il quadro è positivo. Il governo resta impegnato nel raggiungimento del pareggio di bilancio complessivo e il dialogo con il FMI rimane solido. La gestione del debito è focalizzata sul rifinanziamento delle obbligazioni in scadenza nel 2029 e 2030, con la possibilità di nuove emissioni – potenzialmente garantite – per stimolare la domanda. Tuttavia, i dettagli sui prossimi pagamenti degli Eurobond e sulle strategie di accesso al mercato restano riservati.
Rischi e sfide: vecchie abitudini, nuovi ostacoli
Nel lungo periodo è d’obbligo la prudenza. La banca centrale (BCRA) è vista come una potenziale fonte di errori di policy, in particolare nella gestione del cambio e nell’accumulazione delle riserve. La dollarizzazione rimane una sfida strutturale, con circa 250 miliardi di dollari in contanti detenuti al di fuori del sistema bancario e pochi segnali di cambiamento delle abitudini locali. Gli investimenti diretti esteri (IDE) sono penalizzati da una storia di contratti disattesi, regimi fiscali instabili, controlli sui capitali e infrastrutture insufficienti, soprattutto nel settore minerario. Sul fronte geopolitico, l’influenza della Cina è in crescita, mentre gli Stati Uniti restano indietro nonostante il recente intervento di salvataggio.
Messaggio chiave per gli investitori: rally riformista o déjà vu?
La vittoria di Milei apre la strada a riforme e a un potenziale ritorno ai mercati, ma le sfide legate all’esecuzione delle policy, alla dollarizzazione e agli IDE impongono selettività e cautela. Possono emergere opportunità di breve periodo, ma i rischi strutturali rimangono rilevanti.
Considerazioni finali…
Le visite nei Paesi offrono insight che non si possono ottenere dai report di terze parti. Sia Ecuador sia Argentina affrontano sfide politiche ed economiche, ma si trovano in fasi diverse del loro percorso di riforma. Per gli investitori, la chiave è guardare oltre i titoli dei giornali: comprendere le dinamiche locali, l’esecuzione delle politiche e le pipeline di finanziamento esterno è essenziale per muoversi in questi mercati complessi. Discernimento e prospettiva sul campo restano fondamentali man mano che lo scenario evolve.
Continueremo a monitorare attentamente gli sviluppi e ad adeguare il nostro posizionamento man mano che emergono nuove opportunità – e nuovi rischi.
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