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Mercati privatiMercati privati: dal momentum alla selettività
I mercati privati stanno cambiando rapidamente. Poiché i rendimenti basati sulle valutazioni diventano sempre meno affidabili, da dove provengono ora i rendimenti?
Author
Aberdeen Investments

Duration: 5 Mins
Date: 06 lug 2026
I mercati privati stanno entrando in una nuova fase.
Dopo un periodo caratterizzato da valutazioni in aumento, capitale a basso costo e abbondante liquidità, l’attenzione si sta spostando verso i fondamentali, il reddito e una selezione disciplinata degli investimenti.
La nostra ultima analisi "Private Markets House View" suggerisce un contesto più selettivo e caratterizzato da una maggiore dispersione, in cui le opportunità rimangono interessanti, ma sono sempre più concentrate su asset di alta qualità, flussi di cassa resilienti e temi di crescita strutturale.
Un contesto macroeconomico più incerto
Il punto di partenza è un’economia globale in rallentamento ma resiliente. La crescita rimane intatta nelle principali economie: si prevede che gli Stati Uniti registrino un’espansione di circa il 2,2% nel 2026, la Cina di circa il 4,8% e l’India di quasi il 6,8% [1].
Tuttavia, le pressioni inflazionistiche, i rischi geopolitici e i percorsi politici divergenti continuano ad alimentare la volatilità. Le recenti tensioni nei mercati energetici hanno rafforzato l’incertezza, anche se l’allentamento delle condizioni monetarie comincia a offrire un certo sostegno.
In questo contesto, i mercati privati stanno svolgendo un ruolo fondamentale nei portafogli come fonte di reddito resiliente ed esposizione strutturale a lungo termine.
Private equity: valutazioni resilienti, ma un mercato più ristretto
L’attività di operazioni nel settore del private equity ha subito un rallentamento all’inizio del 2026. Il valore delle operazioni negli Stati Uniti è sceso del 18,3% su base trimestrale, attestandosi a 260,2 miliardi di dollari, mentre in Europa ha registrato un calo del 22,5% [2].
Tuttavia, i dati complessivi nascondono un quadro più sfumato [3]:
- le acquisizioni di espansione (add-on) rappresentano ora il 71,4% dei buyout europei, il livello più alto degli ultimi dieci anni
- A livello globale, le valutazioni rimangono solide a 12,6x EV/EBITDA, a testimonianza del continuo sostegno agli asset di alta qualità
- Le dinamiche di raccolta fondi stanno cambiando, con le operazioni secondarie che rappresentano circa il 19% dell’attività del primo trimestre (Q1) (vedi Grafico 1).
Grafico 1: Raccolta di fondi nel private equity rispetto alla quota dei secondari nel tempo
Fonte: Preqin, maggio 2026.
In sintesi, il mercato sta diventando più selettivo. Il capitale si sta concentrando su asset di alta qualità nel settore dell’ , spesso acquisiti attraverso strategie di espansione complementare (bolt-on) piuttosto che tramite grandi operazioni di grande risonanza mediatica.
Fondamentalmente, i rendimenti dipendono sempre meno dall’espansione dei multipli. Al contrario, la selezione settoriale, la creazione di valore operativo e una politica disciplinata di determinazione del prezzo di ingresso stanno diventando fattori sempre più importanti per la performance.
Credito privato: le condizioni stanno volgendo a favore dei finanziatori
Il credito privato rimane uno dei settori strutturalmente più sostenuti dei mercati privati. Mentre le banche continuano a ritirarsi, la domanda di capitale flessibile supera ancora l’offerta.
Sebbene l’attività abbia subito un rallentamento – con volumi di prestiti diretti negli Stati Uniti pari a 71 miliardi di dollari distribuiti su 199 operazioni nel primo trimestre – le condizioni sono diventate più attraenti per i finanziatori [4].
Si evidenziano diverse tendenze:
- Gli spread di rendimento rispetto ai tassi di riferimento come l’EURIBOR rimangono elevati, attestandosi a circa 509 punti base in Europa [5].
- La dispersione dei prezzi si sta ampliando, riflettendo una maggiore differenziazione tra mutuatari più solidi e quelli più deboli
- I tassi di insolvenza sono aumentati solo in misura modesta, raggiungendo il 2,73% nel primo trimestre del 2026, in crescita rispetto all’1,84% del terzo trimestre del 2025 [6].
Le opportunità rimangono particolarmente consistenti nel segmento mid-market e nelle situazioni di credito più complesse, dove una valutazione disciplinata può aiutare a ottenere rendimenti attraenti corretti per il rischio.
Infrastrutture: il reddito è al centro dell’attenzione
Le infrastrutture continuano a beneficiare di forti venti favorevoli di natura strutturale, in particolare la transizione energetica e la digitalizzazione.
L’attività di deal a livello globale ha raggiunto circa 327 miliardi di dollari nel primo trimestre del 2026, con un aumento di circa il 10% su base annua [7]. Tuttavia, la natura dei rendimenti sta evolvendo.
Con tassi di interesse più elevati rispetto al ciclo precedente, i rendimenti sono sempre più determinati dai flussi di cassa contrattuali o regolamentati piuttosto che dall’espansione delle valutazioni. Questo cambiamento è visibile anche nelle valutazioni, con le infrastrutture core-plus che si scambiano a circa 13,6x EV/EBITDA, al di sotto della media decennale di 14,8x [8].
Allo stesso tempo, la raccolta di fondi sta diventando sempre più concentrata [9]:
- Attualmente sul mercato sono presenti circa 733 fondi che puntano a raccogliere 567 miliardi di dollari
- I primi 10 fondi rappresentano il 40% del capitale previsto.
Ciò riflette una tendenza più ampia: gli investitori privilegiano la scala, la resilienza e i gestori affermati, in particolare nei settori legati all’elettrificazione, alle infrastrutture digitali e ai servizi essenziali.
Settore immobiliare: ripresa, ma disomogenea
Il settore immobiliare sta gradualmente recuperando, ma la ripresa rimane disomogenea e fortemente dipendente dal settore.
Nel primo trimestre del 2026 l’attività di transazione ha raggiunto i 216 miliardi di dollari a livello globale, con un aumento del 18% su base annua e una forte crescita nella regione Asia-Pacifico [10].
Allo stesso tempo, i flussi di capitale stanno tornando in modo selettivo [11]:
- li investimenti transfrontalieri sono aumentati del 37% su base annua, raggiungendo i 55 miliardi di dollari
- gli investitori dell’Asia-Pacifico rappresentano ora quasi il 38% dei flussi globali.
Tuttavia, la raccolta di fondi rimane debole e la performance è sempre più polarizzata. Gli spread di rendimento rispetto alle obbligazioni si sono ridotti — a circa 150 punti base in Europa — riducendo il margine di sicurezza a disposizione degli investitori [12].
Di conseguenza, i rendimenti dipendono sempre più dalla resilienza dei flussi di reddito, dalla qualità degli asset e dalla selezione settoriale piuttosto che da una ripresa generalizzata del mercato.
Un insieme di opportunità più selettivo
Nei mercati privati sta emergendo un tema ricorrente: la dispersione è in aumento.
È sempre più difficile fare affidamento sui guadagni facili derivanti dal calo dei tassi e dall’espansione dei multipli. Al loro posto si sta delineando un panorama più sfumato, in cui la performance dipende sempre più da:
- Puntare su attività di alta qualità
- Identificazione di temi di crescita strutturale
- Il mantenimento della disciplina di valutazione
- Generazione di reddito prevedibile.
Le aspettative di rendimento rimangono interessanti, ma il raggiungimento di questi risultati richiederà una selezione attiva e un impiego disciplinato delle risorse.
Dal ciclo alla struttura
La conclusione è chiara: i mercati privati stanno superando la fase di ripresa ciclica per orientarsi verso un regime più guidato dai fondamentali.
La selezione dei gestori, la qualità degli asset e un impiego disciplinato stanno diventando fattori sempre più importanti per i rendimenti, poiché l’espansione delle valutazioni diventa una fonte meno affidabile di performance.
Gli investitori dovrebbero concentrarsi su flussi di cassa resilienti, temi di crescita strutturale e opportunità in cui la gestione attiva possa cogliere la crescente dispersione tra settori, strategie e asset.
- Aberdeen, Global Macro Research, giugno 2026
- Aberdeen, giugno 2026; PitchBook, aprile 2026
- Aberdeen, giugno 2026; Preqin, maggio 2026
- Aberdeen, Preqin, PitchBook LCD, aprile 2026
- Aberdeen, Preqin, PitchBook LCD, aprile 2026
- Indice Proskauer Private Credit Default, 1° trimestre 2020–1° trimestre 2026
- Aberdeen, giugno 2026; Infralogic, aprile/maggio 2026; Preqin, maggio 2026
- Aberdeen, Scientific Infra (InfraMetrics), aprile 2026
- Aberdeen, Preqin, maggio 2026
- RCA, Aberdeen, marzo 2026
- RCA, Aberdeen, marzo 2026
- RCA, Aberdeen, marzo 2026


