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The Witt

Anche quando i dati non tornano, bisogna comunque investire

Decisioni nell'incertezza: tre cose su cui mi baso come gestore di obbligazioni.

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Investment Director - Fixed Income, Sterling IG & Sterling Aggregate

Duration: 2 Mins

La parte più difficile nella gestione di un portafoglio investment-grade (IG) non è sbagliare. È dover prendere una decisione anche quando i dati si rifiutano di essere coerenti tra loro. È questa la situazione in cui mi trovo quasi ogni mattina.

in questo momento abbiamo un caso da manuale. Gli spread dell’IG in sterline sono vicini ai minimi del ciclo. I fondamentali, in apparenza, sono solidi. La copertura degli interessi regge, i tassi di default sono bassi, i mercati primari funzionano. Il quadro macro racconta una storia diversa: inflazione persistente, term premium in aumento, una Bank of England che vorrebbe tagliare i tassi ma non riesce ancora a farlo. Le concessioni sulle nuove emissioni sono contenute. La liquidità sul secondario è discontinua quando serve davvero muovere volumi importanti. Tutto ciò che dovrebbe giustificare un ulteriore restringimento degli spread sembra esserci. Eppure l’asimmetria non convince.

Quando aspettare non conviene

In teoria quando i segnali sono in conflitto, bisognerebbe aspettare conferme. Io penso che non sia la scelta migliore. Aspettare è comunque una posizione, e nell’IG è spesso costosa.

Il carry non si ferma mentre prendi una decisione.

Il carry non si ferma mentre prendi una decisione. Restare fuori dal mercato per un trimestre, con rendimenti all-in del 5,5–6%, ha un costo reale — e non lo recuperi quando finalmente arriva chiarezza. A quel punto, il movimento è già passato. Il mio framework, per quanto si possa definire tale, è in realtà composto da tre principi.

La dimensione conta

Primo: separare la direzione dalla dimensione. Sinceramente potrei non sapere se gli spread aumenteranno o diminuiranno. Ma sapere in che direzione voglio orientarmi e quale impatto dovrebbe avere questa visione sul portafoglio se fosse sbagliata. Spesso è il sizing a salvarti, non la previsione direzionale. 

Dove si trova la convinzione

Secondo: scegliere le operazioni in cui i dati sono meno in disaccordo. Se macro e fondamentali puntano nella stessa direzione per un determinato settore o emittente, è lì che risiede la vera convinzione — anche quando il quadro generale è incerto. L’incertezza a livello aggregato non deve tradursi in paralisi a livello di singolo titolo. 

Esporsi, senza restare indecisi

Terzo: accettare che convinzione non significa certezza. Significa tollerare di avere torto, anche più volte e pubblicamente. Se avessi bisogno di avere ragione ogni trimestre per sentirmi a mio agio con una posizione, non investirei mai.    

La domanda fondamentale

Osservo e mi domando se la divergenza tra spread e fondamentali si chiuderà grazie a fondamentali migliori o a spread peggiori. La risposta onesta è: non lo so — e i dati me lo diranno solo quando sarà troppo tardi per agire.

La domanda a cui continuo a tornare non è:

“Qual è la decisione giusta?” ma:

“Qual è la decisione giusta che devo prendere prima che sia possibile sapere quale sia quella giusta?”

Questo è il lavoro. Chiunque sostiene il contrario, sta vendendo un backtest.


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