Insights
Azioni dei mercati emergentiCome cavalcare la tigre tecnologica nei mercati emergenti
Gestire il rischio dell’IA senza rinunciare alle opportunità
Author
Alex Smith
Head of Equities Investment Specialists – Asia Pacific, Aberdeen
Contributors
Jack Grealy

Duration: 4 Mins
Date: 08 ott 2026
I rendimenti dei mercati emergenti sono stati dominati da tre “tigri” tecnologiche: TSMC, Samsung Electronics e SK Hynix. La rapida crescita di questi colossi dei semiconduttori ha premiato gli investitori, ma ha anche reso il benchmark sempre più dipendente da un numero ristretto di titoli.
Come recita il detto, la difficoltà nel cavalcare una tigre non sta nel salirci, ma nello scendere. Dopo diversi anni di forti rendimenti trainati dalla tecnologia, i recenti episodi di volatilità hanno reso gli investitori sempre più preoccupati per il momento in cui sarà necessario scendere.
La correzione dei titoli hardware legati all’IA ha intensificato il dibattito. L’attuale ciclo di investimenti opera già su una scala superiore a quella dell’era dotcom. Gli investitori attivi dovrebbero approfittare delle fasi di forza per realizzare profitti e diversificare. Ma esistono anche ragioni per restare investiti. La sfida consiste nel gestire il rischio senza perdere l’esposizione a uno dei temi d’investimento più potenti del decennio.
Mettere una sella alla tigre
I rischi sono indubbiamente più elevati rispetto al 2023 o persino all’inizio del 2025, mentre aumenta la pressione sugli “hyperscaler” affinché monetizzino i loro enormi investimenti. I quattro maggiori hyperscaler statunitensi, Amazon, Microsoft, Google e Meta, dovrebbero investire complessivamente quasi 700 miliardi di dollari USA in spese in conto capitale nel 2026. Resta incerto quanto rapidamente tali investimenti produrranno un rendimento adeguato, soprattutto perché l’economia dei modelli di IA è ancora in evoluzione.
Per i fornitori asiatici di hardware, tuttavia, concentrarsi esclusivamente sull’economia dell’utente finale rischia di far perdere di vista la distinzione tra le società che finanziano lo sviluppo dell’IA e quelle che forniscono le apparecchiature che lo rendono possibile. I proprietari di data center e i fornitori di piattaforme di IA devono, in ultima analisi, generare un rendimento adeguato sul capitale per soddisfare gli investitori e ripagare livelli di debito in crescita.
A nostro avviso, è qui che risiede il rischio principale. Al contrario, le società di hardware per l’IA che forniscono le apparecchiature necessarie a questo sviluppo stanno già generando ricavi oggi. Conta anche la dimensione della domanda contrattualizzata. Gli impegni di acquisto di hardware a lungo termine nell’ecosistema degli hyperscaler ammontano ormai a migliaia di miliardi di dollari USA. Questi impegni sostengono la visibilità sugli utili dei fornitori e contribuiscono a ridurre il rischio connesso all’aumento della capacità produttiva. Una nota di cautela: non eliminano il rischio di sovraccapacità qualora la domanda finale risultasse infine deludente.
La spesa per investimenti continua a salire
In parole semplici, la spesa in conto capitale di un’azienda è il ricavo di un’altra.
Alcuni critici indicano i multipli degli utili corretti per il ciclo come prova del fatto che queste aziende siano già costose. Tuttavia, tali misure sono più utili quando si valutano imprese che operano in un mercato consolidato, con utili che oscillano intorno a una tendenza di lungo periodo relativamente stabile. Questo ciclo dei semiconduttori combina una fase di rialzo ciclico, trainata dai vincoli di capacità, con un aumento strutturale dell’importanza economica del settore man mano che l’adozione dell’IA si amplia nelle applicazioni consumer e aziendali. La valutazione deve quindi distinguere tra utili di picco temporanei e la possibilità di un bacino di ricavi permanentemente più ampio.
È probabile che il ciclo attraversi tre fasi. Primo, una redditività eccezionale finché la capacità rimane limitata. Secondo, una redditività in calo ma ancora elevata con l’espansione dell’offerta. Infine, una normalizzazione dei margini verso livelli più vicini a quelli precedenti al ciclo, sebbene su una base di ricavi molto più ampia. Nel frattempo, queste società devono decidere come allocare i profitti straordinari tra azionisti, nuova capacità, dipendenti e investimenti in linea con le priorità di policy.
Stiamo già assistendo alle prime mosse in questa allocazione. Samsung Electronics ha annunciato ritorni agli azionisti per circa 80 miliardi di dollari USA, mentre anche SK Hynix ha delineato significativi ritorni di capitale. Entrambe sembrano orientarsi verso la restituzione agli azionisti del 50% del free cash flow, insieme a consistenti investimenti in capacità e remunerazione dei dipendenti. Questi annunci dimostrano sia la portata della generazione di cassa sia l’importanza di una disciplina nell’allocazione del capitale.
Domare la tigre
La seconda sfida è il rischio di concentrazione. Deteniamo questi tre leader tecnologici in molti dei nostri portafogli, ma il nostro alpha proviene da una gamma più ampia di società. Esporsi al ciclo non significa necessariamente dipendere dagli stessi tre titoli per generare rendimenti.
I dati sulla detenzione mostrano quanto queste partecipazioni siano arrivate vicino a rappresentare il mercato stesso. Oltre il 90% dei fondi attivi dei mercati emergenti detiene TSMC, più dell’80% detiene Samsung Electronics e oltre il 70% detiene SK Hynix [1]. In questo senso, le tre tigri tecnologiche rappresentano sempre più il beta del mercato. L’opportunità per i gestori attivi consiste nell’affiancare a questa esposizione altre società capaci di offrire un profilo di rendimento differenziato, prendendo selettivamente profitto per riallocare il capitale verso opportunità presenti altrove nel mercato.
La recente volatilità va considerata nel giusto contesto. Gli investitori nei fornitori asiatici di hardware devono restare vigili di fronte alla concentrazione dei rendimenti e ad aspettative sugli utili sempre più ottimistiche. Tuttavia, finché le indicazioni sulla spesa in conto capitale continueranno a salire e gli hyperscaler manterranno accesso ai finanziamenti, il ciclo continuerà a essere sostenuto.
Per i gestori attivi, la priorità è gestire l’esposizione prima che sia il mercato a imporre la discesa. Per noi, ciò significa realizzare profitti in modo selettivo, diversificare le fonti di alpha tecnologico e mantenere le dimensioni delle posizioni coerenti con i rischi. I portafogli che restano eccessivamente sovrappesati sulla tecnologia, prima o poi, si troveranno faccia a faccia con la tigre. Una diversificazione efficace contribuirà a domarla.
[1] Fonte: Copley Fund Research, agosto 2026.
Le società sono selezionate esclusivamente a scopo illustrativo, per mostrare lo stile di gestione degli investimenti descritto nel presente documento, e non costituiscono una raccomandazione d’investimento né un’indicazione della performance futura.





