Insights
Outlook dell’investimento

Asset reali: perché lo spazio e il tempo contano più che mai

La transizione energetica europea dipende da reti resilienti e dalla flessibilità.

Stylised image showing energy infrastructure

Duration: 6 Mins

L’Europa non dipende direttamente dal Medio Oriente per la maggior parte della sua energia. Tuttavia, le recenti tensioni geopolitiche hanno dimostrato quanto rapidamente i mercati energetici globali possano trasmettere stress.

Il petrolio e il gas naturale liquefatto sono scambiati a livello globale. Quando si verificano interruzioni, l’impatto spesso non si manifesta sotto forma di carenze fisiche, ma attraverso oscillazioni dei prezzi, costi assicurativi e colli di bottiglia logistici.

Per le famiglie questo significa bollette volatili. Per l’industria, pressione sui margini. Per i decisori politici, scelte difficili.

Nei periodi di calma, il dibattito energetico tende a dare per scontato che accessibilità economica, sicurezza degli approvvigionamenti e decarbonizzazione possano procedere di pari passo. In situazioni di stress, invece, queste priorità tendono a riorientarsi. Sicurezza e resilienza vengono prima, mentre accessibilità e decarbonizzazione dipendono da esse.

È una lezione importante. La decarbonizzazione è più duratura quando rafforza resilienza e convenienza economica — non quando entra in competizione con esse.

Cosa significa davvero “resilienza”?

Alla base, le infrastrutture esistono affinché la società possa funzionare in un’ampia gamma di condizioni, non solo quando tutto procede normalmente.

La resilienza si costruisce al meglio in anticipo, non durante una crisi. Quando i sistemi non sono progettati per assorbire gli shock, i costi non scompaiono: riemergono successivamente sotto forma di interventi di emergenza, redispatch inefficienti, reti congestionate e maggiore volatilità.

Non si tratta solo di un problema elettrico. Il sistema energetico europeo è sempre più interconnesso. Elettricità, calore e combustibili interagiscono strettamente. Quando una parte del sistema diventa vincolata, lo stress si propaga rapidamente — influenzando i costi industriali, le bollette domestiche e, in ultima analisi, la tolleranza politica.

La resilienza, quindi, è una questione di progettazione. E due vincoli pratici contano più di altri: lo spazio e il tempo.

Spazio: portare l’energia dove serve

Lo “spazio” si riferisce alla capacità di fornire energia nel luogo giusto.

Questo include le reti fisiche — reti elettriche, condotte e connessioni — ma anche gli strumenti operativi che aiutano a gestire la congestione mentre le nuove infrastrutture vengono costruite. In Europa, i vincoli spaziali sono spesso determinati dai tempi di pianificazione e autorizzazione. Anche quando il capitale è disponibile, gli ammodernamenti delle reti e le nuove connessioni possono richiedere anni.

Questa realtà aumenta il valore delle soluzioni che consentono di sfruttare meglio le infrastrutture esistenti mentre i progetti di lungo periodo attraversano le fasi di autorizzazione e costruzione. Migliorare l’utilizzo può essere importante quanto aggiungere capacità.

Tempo: allineare domanda e offerta nel sistema

Il “tempo” riguarda l’equilibrio dell’energia su scale che vanno da secondi e ore fino a giorni e stagioni.

Non si tratta di una singola tecnologia. Le batterie svolgono un ruolo, ma sono solo una parte del quadro. Un sistema resiliente si basa su un portafoglio di soluzioni, scelte in base a esigenze specifiche, tra cui:

  • servizi di stabilità del sistema

  • flessibilità

  • accumulo termico

  • fonti a basse emissioni programmabili

  • accumulo elettrico, dove appropriato

Nel loro insieme, queste soluzioni aiutano a smussare la volatilità e a garantire che l’energia sia disponibile quando serve, non solo quando viene prodotta.

Colmare il gap di finanziamento dell’integrazione

L’Europa ha compiuto progressi significativi nella riduzione dei rischi legati alla generazione di energia pulita. Detto ciò, molti degli asset che trasferiscono ed equilibrano l’energia nel sistema sono ancora finanziati con strumenti a breve termine ed esposti alla volatilità, anziché come infrastrutture essenziali.

Quando questi asset di “integrazione” devono superare soglie di rendimento più elevate, il sistema ne paga dazio attraverso tagli alla produzione, redispatch, volatilità o, in alcuni casi, sostegno fiscale.

La differenza sta nel fatto che questi costi vengano stabiliti in modo prevedibile e competitivo in anticipo, oppure sostenuti ripetutamente a posteriori.

Perché dovrebbe interessare agli investitori?

Per gli investitori, la resilienza non è un concetto astratto di politica pubblica. Ha implicazioni dirette per il rischio, i rendimenti e la stabilità di lungo periodo del sistema.

Laddove la riduzione delle emissioni o i miglioramenti di efficienza sono commercialmente sostenibili, generalmente si realizzano comunque. Il ruolo dei mercati e dei benchmark non è creare incentivi artificiali, ma evitare di sottovalutare asset che sono critici per il funzionamento del sistema.

I sistemi energetici non possono permettersi fallimenti ripetuti. Gli asset che garantiscono disponibilità, stabilità e durata non sono optional. Quando i mercati non remunerano in modo trasparente queste caratteristiche, il rischio non scompare: riemerge semplicemente in forme meno prevedibili.

Dal punto di vista degli investimenti, ciò solleva una domanda chiave: chi è più adatto a sostenere quali rischi?

Quadri di ricavi più chiari e duraturi per i servizi essenziali del sistema consentono di finanziare questi asset con un costo del capitale tipico delle infrastrutture, anziché con rendimenti di tipo “merchant”. Questo non significa eliminare la concorrenza o proteggere gli investitori dal rischio, ma remunerare in modo competitivo e trasparente ciò di cui il sistema ha realmente bisogno.

Per gli investitori di lungo periodo, questa distinzione è fondamentale. Flussi di cassa prevedibili, minore volatilità e rilevanza sistemica sono tutte caratteristiche che supportano la resilienza sia a livello di portafoglio sia a livello sociale.

Dove la resilienza si costruisce nella pratica

Gran parte della sfida — e della soluzione — legata alla resilienza è di natura locale.

Si sviluppa nelle reti regionali, nelle utility municipali, nei sistemi di teleriscaldamento e nelle piattaforme operative che devono prendere decisioni concrete sull’allocazione del capitale, le priorità, i contratti e le performance.

Piattaforme di piccole e medie dimensioni possono talvolta adattarsi più rapidamente rispetto a grandi progetti greenfield pianificati centralmente. Il processo decisionale è più vicino alle operazioni. I cambiamenti possono spesso essere realizzati all’interno delle infrastrutture esistenti e dei quadri di pianificazione locali, anziché dipendere esclusivamente da lunghi iter autorizzativi.

In tutta Europa esistono già esempi concreti. Il calore di scarto dei data center decentralizzati viene utilizzato per alimentare reti di teleriscaldamento, migliorando l’efficienza e riducendo l’esposizione ai combustibili.

Le piattaforme di biometano stanno convertendo i flussi di rifiuti locali in gas rinnovabile, sostituendo i combustibili importati e rafforzando la sicurezza energetica in regioni dove l’elettrificazione richiede più tempo.

Questi approcci difficilmente finiscono sui titoli dei giornali, ma sono importanti. Rafforzano la resilienza sostenendo al contempo l’accessibilità economica e una decarbonizzazione duratura.

Considerazioni finali

Se l’Europa vuole che accessibilità economica e decarbonizzazione resistano alle fasi di stress, la resilienza deve essere trattata come un elemento di progettazione, non come un ripensamento successivo.

Ciò significa garantire che le componenti dell’infrastruttura energetica legate allo spazio e al tempo siano finanziabili come infrastrutture essenziali, in modo da poter essere realizzate su larga scala e a costi sostenibili per famiglie e imprese.

In un mondo in cui la geopolitica può stravolgere i prezzi dell’energia molto più rapidamente di quanto si possano pianificare e costruire le infrastrutture, le rinnovabili domestiche, il calore integrato, reti robuste e combustibili flessibili a basse emissioni non sono solo soluzioni climatiche. Sono anche soluzioni di resilienza.

 

Passaggi successivi

Competenze future

Offriamo competenza nell'investimento in tutte le asset class, le aree geografiche e i mercati fondamentali, affinché i nostri clienti possano cogliere il potenziale d'investimento ogniqualvolta si presenti.